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la riapertura delle scuole e il monopolio della violenza

oggi, a roma, è il primo giorno di scuola. non ho un interesse personale al riguardo (mio figlio ha iniziato l'asilo nido il 29 agosto), ma, per chi vive a roma, l'apertura delle scuole ha comunque un significato: vuol dire che la città torna a pieno regime, tutti hanno un posto dove andare e il traffico è lo specchio fedele di questa situazione.

ogni mattina percorro, rigorosamente in motorino, 4 km. via tagliamento, via po, corso d'italia, via di porta pinciana, via delle quattro fontane e via del quirinale. ogni mattina conto le ISSD (infrazioni stradali socialmente dannose), cioè le infrazioni in cui l'interesse del singolo prevale su quello collettivo e arreca un danno alla collettività. stamattina, nei 2 km che vanno da casa mia a corso d'italia, ho visto 58 macchine in doppia fila, 7 svolte a sinistra su doppia striscia continua, 16 parcheggi su strisce pedonali. non ho avuto modo di verificare i parcheggi invalidi, ma ho notato almeno un paio di suv sospetti.

nelle discussioni postprandiali in famiglia, mio fratello minore, ogni volta allo stesso punto della discussione - facendosi beffa dei commensali con improbabili tendenze anarchiche - ricorda a tutti (citando weber) che uno stato è tale se mantiene il monopolio della coercizione.

ecco, seppure nè weber nè mio fratello avevano in mente la macchina in doppia fila quando pensavano alla violenza e alla coercizione, credo che le ISSD siano esempi di esercizio di violenza privata nei confronti della collettività.

al di là delle chiacchiere sull'educazione stradale, lo stato (il comune, nel nostro caso) dovrebbe essere in grado di imporre ai cittadini comportamente socialmente accettabili nell'interesse della convivenza civile.

la prepotenza si estirpa con le multe e un comune che non è in grado di controllare il rispetto delle leggi sulle sue strade non fa il suo lavoro e perde la sua ragion d'essere. 

 

Pubblicato il 12/9/2011 alle 12.4 nella rubrica Diario.

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