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Diario | La rubrica del calciofilo (a cura di giovanni cristofaro) | Appelli |
 
La rubrica del calciofilo (a cura di giovanni cristofaro)
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17 maggio 2011

Crederci, sempre

Dopo una lunga pausa, riprendiamo da dove avevamo lasciato. In attesa di Ganso, Neymar, Aguero & co., non posso che ripetere, per l’ennesima volta, che anche in Italia abbiamo giovani di talento, e che è inconcepibile il motivo per cui debbano attendere più dei colleghi stranieri per poter dimostrare le proprie capacità.

 

Alessandro Romeo (classe 1987, attaccante dell’Ascoli) è quello che mi esalta di più. Attaccante di movimento, ma con stacco di testa e rapidità di esecuzione da centravanti puro, ricorda molto Giampaolo Pazzini.

Scuola Samp, ha passato la scorsa stagione all’Ascoli senza giocare, per un brutto infortunio ai legamenti, eppure segnando tre gol in pochissime partite.

Ma siccome alla fine chi ci crede e merita va avanti, nonostante la sfortuna, il ragazzo è tornato a giocare un mese fa ed ha già segnato tre gol (da complessivi sei punti), di cui la doppietta in rimonta contro il Siena.

Non mi meraviglierei se lo vedessimo tra qualche mese in Serie A (Atalanta, Siena, Cesena); spero per lui che la Samp si sia ora accorta che ha un tesoro e lo condanni ad un altro anno in Serie B. 

 




permalink | inviato da giovannicristofaro il 17/5/2011 alle 12:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

1 luglio 2009

La risposta migliore (secondo me)

Il Real Madrid ha un pò stancato: sta facendo una squadra addirittura migliore (sulla carta) di quella che è possibile costruire alla playstation.  Porterà a qualche risultato? Non ne sono così sicuro. D'altra parte, l'ultima squadra vincitrice della Champions è composta principalmente da giocatori provenienti dal vivaio, pagati due lire.

La risposta migliore (secondo me) sarebbe quella di acquistare, ad esempio, tre giovani svedesi che mi hanno colpito durante l'ultimo europeo Under 21: Marcus Berg (http://www.youtube.com/watch?v=ePiTchtSiBo), che mi ricorda vagamente il mio mito Marco Van Basten, Ola Toivonen (http://www.youtube.com/watch?v=HTOLmKf9GaA, ala destra vecchio stampo dai piedi gentili) e Emir Bajrami, inventiva e istinto allo stato puro (http://www.youtube.com/watch?v=Xi8rLwQomI0).

Con dieci milioni di euro (complessivi) possono essere acquistati e messi subito a giocare. Con buona pace del bilancio e del futuro.








permalink | inviato da giovannicristofaro il 1/7/2009 alle 18:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

17 giugno 2009

Con il fiato sospeso

Nell'ultima settimana la Pro Patria, dopo il miracolo nella semifinale play-off contro la Reggiana, ha ottenuto altri due importanti successi: ha trovato un acquirente giovane ed entusiasta (Antonio Tesoro, imprenditore nel campo siderurgico....un cognome una garanzia!) e un prezioso pareggio sul difficile campo del Padova nella finale play-off.
Considerata la posizione ottenuta nel corso del campionato, se non perde nella partita di ritorno la mitica "Pro" raggiunge la serie B.
Io continuo a crederci e sto con il fiato sospeso.




permalink | inviato da giovannicristofaro il 17/6/2009 alle 15:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

1 giugno 2009

Tutti in piedi....il miracolo continua

Pensavo che la rubrica del calcio filo sarebbe stata dedicata, da questa settimana fino alla fine di agosto, a commentare il calcio mercato. E invece il miracolo della Pro Patria continua, e merita di essere seguito.

Ieri ero diretto all’aeroporto e alla radiolina segnalavano un grande inizio della Reggiana nella semifinale dei play off contro la Pro Patria: tre a zero dopo trenta minuti per la squadra emiliana, e il miracolo della Pro Patria (che avevamo applaudito su questo sito ad aprile) destinato sempre più velocemente a spegnersi.

D’altra parte, la squadra aveva già fatto tanto con il secondo posto in campionato (a due punti dalla capolista Cesena e dopo un dominio costante per tutto il campionato): ormai la vera partita si sarebbe giocata in Tribunale. Lo stesso sito ufficiale della società contiene i link alle perizie e a tutti gli altri atti della procedura fallimentare che da tempo coinvolge la squadra di Busto Arsizio.

Atterrato a Roma, leggo sul televideo una notizia che sa dell'incredibile: la Pro Patria ha rimontato il tre a zero in pochi minuti, è andata in vantaggio, si è fatta rimontare e alla fine ha vinto 5-4 sul campo della Reggiana. Al di là del fatto che resta da giocare la partita di ritorno e senza considerare che l’eventuale finale dovrà essere giocata contro le più blasonate Padova o Ravenna, resta indelebile la partita dei bianco blu guidati da Franco Lerda. Una partita tutta cuore e pressing, per niente scoraggiata dall’inizio fulmineo dei padroni di casa e firmata dalle perle di Do Prado (tripletta per lui), del veterano Domenico Cristiano e del giovane Manolo Mosciaro.

Per gli interessati, gli highlights sono a questo indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=iFM0Elhb__c.

Il miracolo continua: noi lo seguiremo fino alla fine.




permalink | inviato da giovannicristofaro il 1/6/2009 alle 12:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

26 maggio 2009

Pensieri e amenità di fine stagione

Siamo alla fine della stagione calcistica, in alcuni casi alla frutta.

Tra inspiegabili risse a fine partita (perché tanto la mentalità italiana sulle partite di fine campionato è sempre la stessa) e i meritati tributi negati a campioni che nascono un paio di volte in un secolo, i campionati volgono al termine e la mente del calciofilo si libera e vola verso pensieri e amenità.

Pensieri. Sabato mattina, dopo la solita levataccia per la colazione al bar e la lettura fresca della “rosa” (un po’ masochista, ma mi piace troppo l’abitudine), una notizia mi inorgoglisce perché forse vuol dire che c’è qualcuno che la pensa come me.

In un’Italia in cui il mio amato Milan propone il rinnovo a capitan Maldini e pensa al rinnovo del contratto di Favalli, la Vecchia Signora deve ricorrere ad Alex Del Piero e Pavel Nedved per qualificarsi in Champions, la pazza Inter pensa al trentenne Milito per rincorrere la Champions e, soprattutto, il CT della Nazionale pensa a dare una chance al trentenne Pellissier invece di convocare “Fantantonio” e qualche altro giovane di belle speranze (il Mondiale si gioca tra un anno, mica domani), l’Udinese continua a pensare al futuro.

E lo fa pescando, come al solito, il meglio.

Tre anni fa gli investimenti per Zapata e Felipe (caro Milan, in due ti costerebbero meno di Favalli), due anni fa Gokhan Inler, l’anno scorso le intuizioni di Asamoah (altro che Thiago Mendes) e del “Niño Maravilla” Alexis Sanchez (non c’è Spice Boy che tenga)…e quest’anno?

Quest’anno è già stato preso Fabian Orellana: chi è costui? Le parole sono superflue: meglio guardare e farsi gli occhi con l’attaccante cileno dell’Audax Italiano: http://www.youtube.com/watch?v=DnWz45_oQ5w.

Credo che se la filosofia e la strategia dell’Udinese fosse applicata da una delle grandi (e ricche) del nostro campionato, il 27 maggio all’Olimpico avremmo una nostra rappresentante in campo, se non due.

D’altra parte, Leo Messi e Cristiano Ronaldo (senza dimenticare Piquè, Iniesta, Xavi, Eto’o, Rooney, Vidic, Berbatov) sono stati acquistati da Barcellona e Manchester quando avevano più o meno l’età di Orellana, se non addirittura pescati nel vivaio. E Patrice Evra, terzino sinistro dei Reds, ha pure giocato a Marsala e Monza prima che qualcuno, all’estero, si accorgesse di lui.

Dobbiamo ringraziare lo Special One (uno straniero, proveniente da un campionato straniero) se tra i due vincitori dello scudetto quest’anno risultano, da titolari, Davide Santon e Mario Balotelli.

E abbiamo ancora tempo per portare nel nostro campionato gente come Diego Buonanotte (accomodatevi, http://www.youtube.com/watch?v=ihrO0tJw_DM; chi mi ospita su questo sito ricorderà che l'avevo segnalato a maggio 2008 in occasione di una delle tante cene tra amici) e così evitare di spendere 25 milioni di euro per comprare Diego Ribas da Cunha (che due anni fa si poteva acquistare per sei volte meno).

Fino a quando non lo capiremo, il nostro calcio resterà vecchio e sempre più con “szeru tituli” a livello internazionale. Anche il buon Pierpaolo Marino, dopo i colpi Lavezzi e Hamsik e le numerose intuizioni avute in terra friulana, mi sembra ormai uniformato alla prassi italiana, tant’è che l’ultimo colpo è stato Jesus Datolo, non certo un campione.

Bisogna muoversi, non c’è tempo da perdere. Un nome su tutti: Giuseppe Bellusci dell’Ascoli, che su questo sito abbiamo segnalato già ad aprile. Farebbe comodo a molti.

Amenità. Domenica pomeriggio ero in centro per la solita “strisciata altruistica di carta di credito” e, seduto per rinfrescarmi con una spremuta d’arancia (costo, per la cronaca, di 5,00 euro: per un ettaro di aranceto mi chiedono poco di più), la mia attenzione viene attirata da una giovane coppia a spasso per le vie dello shopping romano. Per carità, lei una bella ragazza, ma lui….lui lo conosco….mi sembra di averlo già visto….ma siiiii…è proprio lui: Ilyas Zetulayev, talento uzbeko del Pescara classe 1984, che dopo aver salvato l’Hellas Verona l’anno scorso ai play out contro la Pro Patria (con un gol da Champions League,
http://www.youtube.com/watch?v=dnvH_qW1BF0), quest’anno ha deciso di fare altrettanto con il Pescara, ed in particolare con la mirabolante vittoria per 4-3 sul rognosissimo campo di Cava dei Tirreni. Insieme a Ilyas c’era anche Lucas Simon, attaccante argentino e, credo, futuro bomber di razza (per riprendere i pensieri di sopra, il Pescara avrebbe dovuto salvarsi con i gol del “vecio” Fabio Bazzani e invece ci ha pensato l’illustre sconosciuto…). Che spreco Ilyas, simile nelle movenze a Goran Pandev, eppure costretto a girovagare per i campetti di terza serie nonostante la giovane età, un passato già glorioso (Juventus e Genoa) e numeri da grandi platee.

Speriamo che questa sia l’estate giusta per il grande salto. Io lo consiglio.




permalink | inviato da giovannicristofaro il 26/5/2009 alle 9:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

5 maggio 2009

Applausi - atto secondo

Ho atteso anche questo fine settimana di calcio per poter regalare applausi a chi, all'occhio attento del calciofilo, li ha meritati per questa stagione.

Antonio Conte e il suo Bari. Gli applausi in realtà sono scontati, per due motivi: il primo è che già da molte partite il Bari ha dimostrato di essere una corazzata destinata a stravincere il torneo cadetto e approdare a vele spiegate nella massima serie; il secondo è che la squadra era stata già costruita per vincere. Talenti del calibro di Francois Gillet, Alessandro Parisi e Paulo Vitor Barreto (ancora doppietta sabato, siamo a 20 gol, che per una seconda punta sono tanti), affiancati dagli acquisti invernali di Vitaly Kutuzov, Davide Lanzafame e soprattutto Stefano Guberti (una furia, un’ala alla Bruno Conti, infatti pare già destinato alla Roma) non possono che far parte di un collettivo votato alla vittoria fin dalla sua costituzione. I miei personali applausi a Conte e alla dirigenza vanno in realtà per aver pescato dal Noicattaro un talentino niente male: Francesco Caputo, classe 1987, punta moderna che quest’anno ha già firmato 8 gol all’esordio in serie cadetta.

Giuseppe Giannini e il suo Gallipoli. Il Principe entra nel grande calcio direttamente dal campo (in erbetta sintetica) della serie C1. I giallorossi salentini sono una macchina perfetta, guidata da Esposito a centrocampo e con il trio delle meraviglie davanti: il francesino “fantasia” David Mounard a sostegno di Ciro Ginestra e Francesco Di Gennaro (quanto ci piace questa punta!). L’impresa sul campo di Crotone due domeniche fa è la definitiva consacrazione per il Principe e i suoi ragazzi, che meritano l’ascesa in serie cadetta.

Il cuore della Reggina e le coronarie dei suoi tifosi. Non so quale destino attende gli amaranto: occorre, come al solito, attendere l’ultimo minuto dell’ultima giornata. Però il cuore della Reggina è impressionante per costanza e tempismo: ogni anno si sveglia a metà campionato, rincorre, scherza con le coronarie dei propri tifosi (applausi per la resistenza!!!), lotta fino alla morte, con una squadra zeppa di giovani di belle speranze e di stranieri semisconosciuti (mi sorprendo di aver utilizzato Internet per saperne di più su Adejo, terzino tutta corsa e fisico degli amaranto). In bocca al lupo.

Applausi sparsi (e indiscriminati, nel senso che sono indipendenti da questa o quella categoria) a qualche giovane talento che ho notato qua e là: Eder (brasiliano tutto dribbling e concretezza del Frosinone), Domenico Germinale e Gennaro Troianello del Foggia (il primo attaccante specialista nelle doppiette, nonostante venga utilizzato, chissà perché, con il contagocce dal suo mister e il secondo un vero e proprio funambolo), Riccardo Meggiorini del Cittadella e Francesco Lunardini del Parma (metronomo del centrocampo ducale).

Ne sentiremo parlare, credo presto.




permalink | inviato da giovannicristofaro il 5/5/2009 alle 15:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

20 aprile 2009

Applausi - atto primo

Il calciofilo non ha bisogno di attendere la fine della stagione ed i suoi verdetti per assegnare gli oscar della stagione. Oscar trasversali, perché non è sempre detto che soltanto la massima serie regala emozioni e spunti di riflessione. Anzi.

La storia più bella, una storia da applausi, l’ha scritta la Pro Patria. Ancora senza un proprietario e nelle mani del Tribunale fallimentare, i ragazzi allenati da Franco Lerda stanno scrivendo una delle più belle pagine della serie C da dieci anni a questa parte. Retrocessi per i gol veronesi, a tempo scaduto, di Morante e Zetulayev l’anno scorso, poi ripescati, i bianco blu di Busto Arsizio stanno dominando il girone settentrionale della serie C1 con una squadra ricca di talenti dimenticati dal grande calcio (Lucas Correa su tutti, senza dimenticare Toledo, Do Prado e bomber Fofana), e con un trainer abituato alle situazioni difficili (vedi il Pescara dello scorso anno). Complimenti davvero.

In serie A, applausi a Massimiliano Allegri e Domenico Di Carlo. Nitido è il mio ricordo di una partita allo Iacovone in cui il buon Max Allegri (faro del Pescara di Giovanni Galeone degli inizi anni ’90) mi illuminò di immenso con una serie di lanci di quaranta metri di destro e sinistro a cercare l’ala sinistra di quel Pescara, Frederic Massara. Si vedeva già allora che il ragazzo avrebbe fatto strada anche sulla panchina. Il suo Cagliari operaio (ma non troppo) sta incantando, e il tecnico toscano sembra meritatamente destinato ad una grande.

Domenico Di Carlo, anima e cervello del Vicenza di Guidolin, è oggi condottiero della risalita dei clivensi; il suo erede a centrocampo sembra essere, più che Michele Marcolini, Luca Rigoni, centrocampista dai piedi buoni che non smette di stupire.

In serie B, applausi all’Ascoli di Franco Colomba. Il tecnico ha risollevato le sorti dei bianconeri marchigiani (ultimi in classifica al suo arrivo), inventandosi un ruolo tutto nuovo per il talento Luca Berlingheri e lanciando il nuovo Bierhoff, l’albanese Edgar Cani (classe 1989), che sarà un sicuro protagonista del prossimo mercato estivo, insieme a Giuseppe Bellusci ed al portierone (ci piace tanto) Enrico Guarna.

Infine, l’applauso dell’ultimo minuto a Roberto Merino, mezzapunta peruviana del 1982 arrivato, tra lo stupore generale (in quanto sconosciuto), alla Salernitana a gennaio e autore di questa perla (http://www.youtube.com/watch?v=zd2Ph2luyO8) che ricorda quelle di un altro talento (argentino, ma sempre mancino) che tempo fa ha calpestato l’erbetta campana.

Applausi a tutti. Con merito.

30 marzo 2009

La (seconda) meglio gioventù

Nella vita ci vuole fortuna. Ce ne vuole ancora di più per emergere nel mondo del calcio.

Non tutti i giovani talenti di qualche anno fa hanno poi avuto la fortuna di mostrare, sin da subito, il proprio talento sui grandi palcoscenici. Alcuni addirittura sono stati così sfortunati da assaporare la Serie A ma da abbandonarla troppo presto, costretti a ripartire dalle serie inferiori per riscoprire una seconda giovinezza.

Ieri pomeriggio, complice la pausa del campionato di serie A (a proposito, fa piacere vedere che si parla di Pazzini come futuro centravanti della nazionale maggiore: su questo sito l’avevamo preventivato prima del suo passaggio alla Sampdoria, vedi post del 12 febbraio scorso) mi sono dilettato, come un vero e proprio calciofilo, a vedere i gol della serie B. Per inciso, lo faccio ogni settimana, solo che quest’anno, per la prima volta, l’ho fatto di domenica.

Ho notato con piacere le prodezze di alcune giovani promesse di allora e che solo adesso stanno esplodendo con un colpo di classe dietro l’altro.

Si chiamano Alessandro Sgrigna, Mario Cassano, Tommaso Berni e Mattia Graffiedi.

Alessandro Sgrigna, mezzapunta del Vicenza di Gregucci, sta incantando tutti. Peccato non sia più giovanissimo (è del 1980); un passato ricco di promesse all’Inter verso la fine degli anni ’90, ha navigato a lungo tra serie B e serie C1, fino a raggiungere l’apice quest’anno.

Questa è la stagione della consacrazione: già 10 gol e tantissimi assist al bacio per le punte vicentine.

Mario Cassano, portiere del Piacenza di Stefano Pioli, domenica ha sfoderato una grandissima prestazione al Tardini di Parma, consentendo alla sua squadra di ottenere un prezioso pareggio contro la corazzata ducale. È dall’inizio di campionato in realtà che si sta proponendo come uno dei pezzi pregiati della formazione biancorossa. Ancora giovane, per carità (è nato nel 1983), ma avrebbe forse meritato maggior fortuna già quando esordì, giovanissimo, in serie A nelle fila della Fiorentina, prima, e dell’Empoli poi.

Tommaso Berni, classe 1983, portiere della Salernitana, è un altro talento troppo velocemente dimenticato dalla Lazio, che lo ha destinato alla tribuna per tre stagioni di fila prima di liberarlo a gennaio (in prestito) e consentirgli di giocare. Il ragazzo ha impiegato poco per spedire in panchina il veterano Pinna e prendere posto a difesa dei pali della squadra granata. Domenica non ha potuto evitare la sconfitta a Vicenza, ma ha evitato un passivo più pesante, allungandosi a respingere anche un calcio di rigore.

E che dire di Mattia Graffiedi, rapida seconda punta del Piacenza, che ormai ci ha abituato a stagioni ricche di alti e bassi all’insegna del genio e della sfortuna? Giovanissimo talento sfornato, come al solito, dalla tradizionale scuola cesenate (vedi, da ultimi, Marco Bernacci e Nicola Pozzi), Mattia Graffiedi venne prelevato appena diciottenne dal Milan: da allora, complice la giovane età ed una serie di innumerevoli infortuni, ha girovagato per l’Italia e da sole due stagioni sta riprendendo una forma ottimale nella città piacentina. Classe 1980, imprevedibile e talentuoso, ieri ha segnato (lui, non certo un corazziere) un gol di testa da gran cannoniere.

Speriamo che, come Sgrigna, Cassano, Berni e Graffiedi, anche altri talenti (mi vengono in mente, a caldo, Mastronunzio dell’Ancona e Sansovini del Grosseto) possano recuperare il tempo perduto e godersi una meritata (seconda) meglio gioventù.




permalink | inviato da giovannicristofaro il 30/3/2009 alle 18:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

4 marzo 2009

L'importanza dei gesti

Nel calcio i gesti contano, eccome se contano. Se grande risalto viene (giustamente) dato a gesti tecnici quale la palombella di Giuseppe Mascara alla Favorita di Palermo, poca importanza viene, purtroppo, data ad altri gesti che, pur non influenzando il corso delle partite, rischiano di influenzare (rectius, far ammalare) i valori cui il calciofilo vero è affezionato.

Il gesto di Mario Balotelli verso la curva dei tifosi romanisti e, successivamente, verso Cristian Panucci, è da censura, e la censura dovrebbe provenire dalla società di appartenenza del ragazzo, che invece lo ha difeso.

Il gesto era infatti rivolto a gente che aveva pagato il prezzo del biglietto e che non meritava certe reazioni da parte del calciatore. Vero, i cori razzisti dei tifosi romanisti meriterebbero ben altro e sono di gravità inaudita, ma di questo si occupa, da sempre, il giudice sportivo, l’unico organo deputato a infliggere multe e altre sanzioni a chi espone striscioni o intona cori razzisti.

Senza poi parlare del gesto della linguaccia rivolto in modo irriverente ad un giocatore di classe e esperienza come Panucci; brutto segno di sbruffoneria, che va condannata senza se e senza ma.

La giovane età del calciatore non può essere una scusante. Semmai, aggrava la mancata condanna del gesto da parte della società di appartenenza del calciatore: il giovane Balotelli va educato sul piano comportamentale, ed il primo ad accorgersi in passato dei problemi comportamentali del ragazzo è stato proprio il suo allenatore (che lo ha tenuto fuori squadra per mesi).

Condanna simile meritano i gesti di Giorgio Chiellini (gestacci indirizzati alla curva dei tifosi napoletani, peraltro al termine di una partita vinta dalla Juventus, quindi assolutamente inspiegabili) e dei calciatori del Milan, che nel corso della partita contro la Sampdoria hanno deciso, ad un certo punto, di proseguire l’azione non curandosi minimamente del fatto che Cassano l’aveva interrotta per consentire i soccorsi ad un giocatore, peraltro avversario.

Vogliamo difendere i (pochi, ormai) valori del calcio, oppure vogliamo renderci corresponsabili della deriva che ormai l’industria calcio sta prendendo? Il silenzio dell’Inter, della Juventus e del Milan sui tre gesti sopra indicati deve far riflettere: sono le tre società maggiormente rappresentative del calcio italiano all’estero, eppure, quando serve, peccano di stile.

23 febbraio 2009

Che voli!

È stato un fine settimana calcistico pieno di polemiche, come al solito. E, come al solito, evito di commentarle.

Questo fine settimana di campionato è stato invece caratterizzato, per l’occhio attento del vero calciofilo, da alcuni voli miracolosi di portieri, più o meno famosi, che hanno salvato o reso meno amaro il risultato finale per le squadre di appartenenza.

A parte la parata finale di Julio Cesar sul capocannoniere del campionato Marco Di Vaio allo scadere al Dall’Ara di Bologna, due sono, a mio modesto giudizio, le parate “da capogiro” che hanno fatto venire alla ribalta due giovani portieri italiani degni ormai di una chance seria nella nazionale di Marcello Lippi.

La prima appartiene ad Andrea Consigli, portierino classe 1987, dell’Atalanta, squadra in cui è cresciuto prima delle ottime parentesi a San Benedetto del Tronto e Rimini. Gran volo sulla punizione di Palombo e grandi applausi. Vero, la punizione era diretta sul suo palo, ma era fortissima e precisa. Parata da 7,5.

La seconda appartiene a Gianluca Curci, classe 1985 scuola Roma (dove ha collezionato già diverse presenze nella massima serie), quest’anno in prestito al Siena. Il volo a mano aperta sul colpo di testa di Julio Baptista è da spellarsi le mani, soprattutto considerando che la palla aveva appena toccato a terra. Parata da 8.

Per carità, nulla contro i vari Julio Cesar, Rubinho, Frey, Muslera e Carrizo. Però, riflettiamoci, visto che siamo, per tradizione, la patria dei portieri più forti. Oltre ai due giovani virgulti dei pali sopra citati, ricordiamoci di Federico Marchetti, giovane (1983) estremo difensore del Cagliari (chi mi ospita su questo sito ricorderà che l’anno scorso, quando giocava nell’Albinoleffe, lo segnalavo come un talento insieme a Bressan del Grosseto), nonché di Antonio Mirante (1983) e Vincenzo Fiorillo (1990) della Sampdoria, il primo ancora inesploso, il secondo fresco scudettato con la primavera blucerchiata.

Insomma, la tradizione (così come la Nazionale di calcio) può stare tranquilla.

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