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Diario | La rubrica del calciofilo (a cura di giovanni cristofaro) | Appelli |
 
Diario
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12 settembre 2011

la riapertura delle scuole e il monopolio della violenza

oggi, a roma, è il primo giorno di scuola. non ho un interesse personale al riguardo (mio figlio ha iniziato l'asilo nido il 29 agosto), ma, per chi vive a roma, l'apertura delle scuole ha comunque un significato: vuol dire che la città torna a pieno regime, tutti hanno un posto dove andare e il traffico è lo specchio fedele di questa situazione.

ogni mattina percorro, rigorosamente in motorino, 4 km. via tagliamento, via po, corso d'italia, via di porta pinciana, via delle quattro fontane e via del quirinale. ogni mattina conto le ISSD (infrazioni stradali socialmente dannose), cioè le infrazioni in cui l'interesse del singolo prevale su quello collettivo e arreca un danno alla collettività. stamattina, nei 2 km che vanno da casa mia a corso d'italia, ho visto 58 macchine in doppia fila, 7 svolte a sinistra su doppia striscia continua, 16 parcheggi su strisce pedonali. non ho avuto modo di verificare i parcheggi invalidi, ma ho notato almeno un paio di suv sospetti.

nelle discussioni postprandiali in famiglia, mio fratello minore, ogni volta allo stesso punto della discussione - facendosi beffa dei commensali con improbabili tendenze anarchiche - ricorda a tutti (citando weber) che uno stato è tale se mantiene il monopolio della coercizione.

ecco, seppure nè weber nè mio fratello avevano in mente la macchina in doppia fila quando pensavano alla violenza e alla coercizione, credo che le ISSD siano esempi di esercizio di violenza privata nei confronti della collettività.

al di là delle chiacchiere sull'educazione stradale, lo stato (il comune, nel nostro caso) dovrebbe essere in grado di imporre ai cittadini comportamente socialmente accettabili nell'interesse della convivenza civile.

la prepotenza si estirpa con le multe e un comune che non è in grado di controllare il rispetto delle leggi sulle sue strade non fa il suo lavoro e perde la sua ragion d'essere. 

 


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17 giugno 2011

Un nano per la parità

oggi ho avuto un'esperienza illuminante. giovanna (mia moglie) è fuori per lavoro fino a domani. io ho smesso di lavorare alle tre e mi sono occupato di carlo (il nano) dalle tre... ad adesso. mi sono sempre reputato un uomo attivo in casa, collaborativo... insomma, un bravo e volenteroso papà. ma mi rendo conto che quel poco che faccio non è nulla di paragonabile a quello che fa mia moglie (e come lei tutte le donne che lavorano) ogni giorno.

ogni giorno, finito il suo lavoro fuori casa, lei rientra a casa (o riesce e va al parco, con la bella stagione) e si occupa della piccola peste fino a quando non rientro. a quel punto, qualcuno (io) si degna di darle una mano.

una persona che fa due lavori, perchè di questo si tratta, può mettere nel lavoro "ufficiale" le stesse energie di un uomo? la risposta è no. 

e se la risposta è no (e chiunque pensi il contrario è invitato a passare un pomeriggio da solo con mio figlio), vuol dire che l'unico obiettivo che dovremmo avere è livellare il campo di gara, mettere le donne davvero in condizione di competere. 

quote rosa? si. asili nido aziendali? si. detassazione dell'assunzione delle donne con figli? si. obbligo di congedo di paternità? si. e si a qualunque altra cosa che sia in grado di diminuire, se non annullare, la differenza di punto di partenza tra le donne e gli uomini nel mondo del lavoro. 

l'italia ha una risorsa (femminile, non a caso) enorme. deve sfruttarla. o aiutarla. che poi è lo stesso! 

 


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16 giugno 2011

Quanto mi piace (il) Calciomercato!

Devo ammetterlo, adoro il calciomercato. Non solo. Adoro Calciomercato, la trasmissione SKY che va in onda ogni sera per tutta l’estate, adoro Calciomercatoweb.com, il sito monotematico che riporta notizie di calciomercato dalla LegaPro alla Premier League.

Lo so che il 95% delle notizie sono completamente inventate. Che il 95% dei giocatori accostati a una squadra, non hanno alcuna possibilità di andarci. Lo so che non è nient’altro che lo strumento utilizzato dai quotidiani sportivi per vendere qualche copia. Ma mi piace lo stesso.

Mi piace perché – pur sapendo razionalmente tutto questo – quando leggo una notizia riesco ancora a dubitare che sia vera quanto basta perché accenda la fantasia. Mi piace perché guardo la trasmissione, vedo tutti i partecipanti a cui viene da ridere mentre dicono le notizie e penso che per fortuna nel calcio c’è qualcuno che non si prende troppo sul serio. Insomma, mi piace perché, in fondo, rappresenta un diversivo divertente che non richiede troppa attenzione.  
 
E allora, cosa si aspetta un tifoso juventino da questo calciomercato?
Sanchez, montolivo, bastos e vidic. E visto che ci siamo un colpo a sorpresa. Ci sarebbero poi le cessioni, ma quelle sono per il portafoglio (della società) e non per le illusioni (dei tifosi).
E, una volta finito il calciomercato, toccherà mettersi i panni da allenatore e iniziare a discutere di modulo…
 
Mr Conte, ricorda la juve di lippi, please!


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14 giugno 2011

Altro pareggio?

I risultati sono inequivocabili. gli italiani hanno bocciato (insultato, deriso, spernacchiato) alcune leggi che rappresentavano punti cardine dell'azione del governo.

tralasciando le ovvie considerazioni sul legittimo impedimento (vero referendum personale), il nucleare ha rappresentato, in questa legislatura, quello che il ponte sullo stretto ha rappresentato nella precedente esperienza di governo del cavaliere: l'obiettivo indicato come prioritario, capace di catalizzare opposizioni diffuse nel paese. In entrambi i casi, il progetto non è stato realizzato. Il ponte si è arreso alle evidente inutilità dell’opera. L'opposizione al nucleare ha invece trovato sfogo in un maremoto di SI nella consultazione elettorale che ha annegato sul nascere (probabilmente per decenni) le fantasie nucleari italiane. Difficile pensare che questo non abbia ripercussioni sul governo. per l'ennesima volta ha dimostrato di non essere in grado di realizzare quanto si promette di fare. Dice Blair nella sua biografia che il popolo si aspetta da un leader la capacità di progettare, decidere e realizzare; è certo che incontrerà delle resistenze, ma la gente si aspetta che il leader sarà capace di sconfiggerle e realizzare ciò che si era prefissato. se un leader si dimostra incapace di farlo, smette di essere tale e gli elettori ne traggono le conseguenze. 
 
sull'acqua il discorso è diverso. sulla cosiddetta privatizzazione (che ci chiede l'Europa) erano d'accordo un po’ tutti fino a qualche tempo fa. da bersani, che faceva parte del governo che l'ha introdotta (almeno come possibilità),  a di pietro (il ministro che ha fissato il famoso 7% di remunerazione minima), alla maggionanza, che ha votato una legge ancora più "spinta", al terzo polo che annovera tra i suoi membri numerosi sostenitori dei privati nella gestione dell’acqua. era, in fondo, la battaglia degli ecologisti, della sinistra e della chiesa. diciamo, la stessa coalizione contraria alla guerra in iraq. una battaglia persa, insomma.  invece credo che siano stati proprio i quesiti sull'acqua quelli che hanno mobilitato le persone. legittimo impedimento, nucleare erano questioni importanti, ma distanti. l'acqua, invece, sgorga dai rubinetti di tutti gli italiani. ho iniziato a capire che sarebbe andata così quando la tata di carlo si è rivolta a me dicendomi "ma va a votare per l'acqua la prossima settimana". se il tema è arrivato all'angelo sudamericano che veglia sul nostro tesoro, credo sia arrivato a tutti. Di pietro (prima) e bersani & co (dopo) hanno solo fiutato il vento e si sono accodati, ma la valanga di SI l’hanno seguita, non determinata.
 
I referendum mi pare abbiano avuto l’effetto di chiarire, al di là di ogni ragionevole dubbio, l’aria che si respira in Italia. il partito maggioritario nel paese è il PAB - partito adesso basta (copyright BepSev). Non è un’alternativa di governo, ma è la coscienza collettiva della necessità di chiudere un’epoca. Ci diranno che il Cav è stato altre volte sull’orlo del precipizio e ne è sempre uscito, ma credo che questa volta sia diverso. Normalmente il Cav era capace di capovolgere le previsioni durante la campagna elettorale, questa volta il suo impegno ha avuto l’effetto opposto. Ancora più grave (per lui) aver dimostrato meno fiuto di Bersani nel capire dove andava l’elettorato sul referendum. Quando un leader populista non è in grado di convincere il popolo e perde anche la percezione di quello che il popolo desidera, la fine è avvicina.  
Cosa succederà.  Sembra facile prevedere che vinceranno gli “altri”. Non credo che operazioni di maquillage o cambi di cavallo in corsa nel centrodestra potranno produrre molto. Gli italiani hanno già deciso di cambiare e lo faranno. Resta da capire chi saranno gli altri e, soprattutto, chi sarà l’altro. Spero solo che ci evitino sante alleanze vendolabersanidipietrocasinifini sotto l’alto patronato di massimo baffetto d'alema. Il paese ha bisogno di altro.


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9 giugno 2011

Io vado a votare. 2 SI e 2 No

vado a votare. e questa è la prima (scontata) decisione. ho raccolto le firme per due referendum (per l'abolizione della quota proporzionale) e ho troppo rispetto per le centinaia di migliaia di persone che hanno firmato per darmi la possibilità di esprimermi per non farlo. non sono neanche convinto che sia legittimo non votare. legalmente lo è dicerto, ma moralmente e politicamente è un'altra cosa. la vera rivoluzione sarebbe cancellare il quorum e aumentare le firme necessarie per i referendum. avremmo comunque solo referendum su questioni di interesse generale (questo sarebbe un referendum firmato da 1 milione di persone), ma consentiremmo alla maggioranza dei votanti (e non ad una minoranza organizzata che sceglie di non votare) di decidere.

la decisione su come votare è stata più sofferta.

ero a favore del nucleare. anche dopo fukushima, ma la decisione tedesca ha colpito anche me. se i tedeschi hanno deciso di spegnere le loro, per spendere 20 miliardi di euro per aprire le nostre serve un buon motivo. e a me nessuno lo ha dato. Voto SI

sull'acqua si scontravano due idee piuttosto radicate in me. 1. nella prestazione dei servizi il privato è meglio del pubblico e 2. le privatizzazioni all'italiana sono un disastro. dovendo pensare se sarà più facile che lo stato impari a fare l'imprenditore o che impari a privatizzare e controllare l'interesse pubblico, opto per la seconda. lo spirito libare è più radicato in me di quanto io pensi. Voto 2 NO.

la decisione sul legittimo impedimento era scontata. Tutti i cittadini hanno pari dignita' sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Voto SI.

2-2. non lo dite a signori che ci scommette sopra.

 

7 giugno 2011

Io vado a votare (2 Si, 1 No e 1 indeciso...)


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31 maggio 2011

Un raggio di sole

“abbiamo pareggiato 4-0”. Un Bersani raggiante ha sintetizzato così il risultato dei ballottaggi. Mi pare una buona sintesi.
 
La domanda più ricorrente adesso è diventata “quanto cade Berlusconi?”. Devo dire che il tema non mi sembra dei più rilevanti. Non so cosa succederà nel centrodestra. Difficile prevederlo. Entrambe le ipotesi sul tavolo non mi pare cambino molto. Crollo rovinoso nel giro di qualche mese o lento logorio per i prossimi due anni. Quello che mi sembra chiaro è che il Cav. ha completato il suo percorso alla guida del paese. Se la fine formale sarà nel 2011 o tra due anni, mi sembra poco più che un dettaglio.
 
La vera questione mi sembra un’altra. Esiste in questo momento un’alternativa credibile capace di dare slancio al paese? I primi segnali non sono stati incoraggianti. D’Alema e Casini che parlano di improbabili alleanze il giorno della vittoria del centrosinistra sono inquietanti. Ritengo però che qualche segnale incoraggiante ci sia. E sia più nel metodo che nel merito. Provo a spiegarmi meglio
 
È indubbio che il centrosinistra ha vinto le elezioni. Milano, Napoli, Cagliari, Trieste e altre 14 città capoluogo sono lì a testimoniarlo. È altrettanto certo che a Milano, Napoli e Cagliari i candidati vincenti non vengono né dal PD né, in almeno due casi, dall’apparato dei partiti di provenienza.
 
Molti hanno provato, banalizzando, a dire che questa è una sconfitta del PD che vince solo dove deve affidarsi, suo malgrado, a personalità esterne. Credo che questa critica colga nel segno solo in minima parte.
 
Credo sia vero che ci sia una forte insofferenza dell’elettorato di centrosinistra nei confronti dei dirigenti del PD. Lo testimoniano le sconfitte che Bersani&Co. hanno collezionato nelle primarie in tutta Italia. Dinamica sempre simile. Il PD locale/nazionale candida qualcuno e i cittadini, scientificamente, votano l’altro. Anche Napoli è in questa linea. Non si consentono primarie vere e al primo turno, utilizzabile come elezioni primarie, i cittadini votano l’“altro”.
 
Credo però che questo sia possibile solo nel centrosinistra. L’intuizione di Parisi di qualche anno fa inizia a dare i suoi frutti. Nell’idea di Parisi le primarie dovevano essere lo strumento principe di ricambio della classe dirigente, lo strumento per allineare sempre le scelte del partito ai desideri del suo elettorato. Questo strumento sta funzionando. Se un merito si vuole attribuire a Bersani e quello di avere accettato (non so quanto volentieri) lo spirito delle primarie. Nelle primarie si vince o si perde, ma, una volta scelto il candidato, quello è il candidato di tutti e con quel candidato si vince o si perde.
 
Cosa può succedere ora? Può succedere che Bersani&Co. accettino questa dinamica anche a livello nazionale (con il rischio che qualcuno gli scippi la candidatura a premier) o può succedere che, dalemianamente, provino l’ennesimo giochetto di palazzo per sterilizzare le primarie, magari per fare un’alleanza con il terzo polo.
 
Ho l’impressione che se si continua sulla prima strada, chiunque sarà il candidato premier del centrosinistra, avrà una chance di governare il paese, e di farlo sull’onda dell’entusiasmo. Nel caso contrario, riusciranno davvero a pareggiare le prossime elezioni.
 
In fondo, la soluzione è semplice: primarie sempre!
 
PS: in bocca al lupo a Pisapia e, soprattutto, a LdM. Dopo aver vinto le elezioni, adesso tocca loro rispettare le promesse elettorali.
 
 
 


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23 maggio 2011

Fine primo tempo

il primo tempo è finito con un risultato clamoroso, quello di Milano. le urla e gli strepiti dei giorni successivi lo confermano. pur sbagliando gli altri prononostici avevo previsto che la moratti non avrebbe vinto al primo turno, ma non mi sarei mai aspettato questo risultato.

la cosa più curiosa è stata l'analisi del voto nel centrodestra. sono passati dalla batosta del lunedì sera al pareggio del mercoledì. dalla necessità di abbassare i toni per recuperare i voti dei moderati ad "al qaeda tifa per pisapia" e "con la sinistra milano diventa una città islamica". dall’idea di Berlusconi di defilarsi dal secondo turno ai telegiornali a reti unificate.

ho l’impressione che se continuano così riescono davvero a perdere. dopo il comunistacattolicogay presidente della puglia avremo il comunistaavvocatogarantista sindaco di milano.  

 


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14 maggio 2011

pronostici

Sono contento di non dover votare domenica e lunedì. Il mio ultimo voto amministrativo è stato il 29 marzo 2010. sono entrato per accompagnare Giovanna in sala parto con Emma Bonino in vantaggio e sono uscito con Mrs Polverini presidente della regione. Non credo potrò mai perdonarlo a mio figlio…

Domenica e lunedì sarò a Monaco. Rientro lunedì sera e, a quel punto, sarà tutto noto.

S
ono tentato di lanciarmi in qualche pronostico… Ballottaggio a Milano e Torino. Centrosinistra vincente a Bologna; centrodestra vincente a Napoli.

Se ne parla tra 15 giorni.


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13 maggio 2011

Dopo una lunga pausa di riflessione....

Dopo una lunga pausa di riflessione ho deciso di riprendere a scrivere... prima di iniziare a parlare delle elezioni di domenica, delle mie idee sui referendum e di qualche altro pensiero sui prossimi anni, vi racconto in due righe cosa mi è successo dall'ultimo post (in occasione dei referendum 2009). oggi siamo di fronte ad altri referendum e solo questo dice quanto tempo sia passato. 

in questo anno (anzi due...) mia moglie ed io abbiamo cambiato casa e concepito carlo (non in quest'ordine).

carlo è nato, con molta calma, il 29 marzo 2010. nei primi quattro mesi di vita è stato a casa sua (roma), a rieti e a chieti (per due matrimoni), a potenza dai nonni, a bivona dagli altri nonni (frazione di vibo valentia), a sapri ancora dai nonni di potenza, nel salento con mamma e papà e poi di nuovo a casa... non so quanto abbia gradito!

ho rischiato di cambiare città e stato un paio di volte (tra settembre e dicembre 2010), ma non se ne è fatto niente e, almeno per un pò, starò ancora qui

ho lavorato tanto (ininterrottamente da quando ci siamo lasciati), forse anche troppo, ma il lavoro sta dando i suoi frutti e, quindi, va bene così

ho ripreso contatti con vecchi amici che non vedevo da tempo; mi ha ricordato quanta gente che mi piace ho incontrato nella vita e mi ha reso felice (gennaio-marzo 2011)

l'amico fortunato è diventato papà poco dopo carlo, l'amico vincenzo è appena diventato bi-papà e il vecchio amico raffaele diventerà papà di emma tra qualche mese. tanti altri amici sono diventati mamme e papà. qualcun altro speriamo lo diventerà presto

ho letto alcuni buoni libri (il cimitero di praga, la patria bene o male, un paio di safran foer e qualcuno di hornby). ne ho lasciato a metà alcuni noiosi. ne ho riletto altri memorabili (solomon gursky è stato qui) e ho letto la mia prima biografia (quella di blair, la storia lo rivaluterà)

carlo ha festeggiato il suo primo compleanno. c'erano tutti. nonni, zii, tanti bambini e tanti amici. qualcuno si è anche commosso.  

ho seguito poco la politica, ma credo di non essermi perso molto. mi sono disintossicato. sarà per questo che mi è venuto di nuovo voglia di scrivere e di fare qualcosa...






permalink | inviato da gregorioconsoli il 13/5/2011 alle 12:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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